La transizione alla compliance AMLR 2027 rappresenta un cambiamento fondamentale per ogni istituto finanziario che opera all’interno dell’Unione Europea. Questo nuovo regolamento mira a eliminare la frammentazione legale creando un “Single Rulebook”, garantendo che gli standard di sicurezza siano coerenti in tutti i 27 Stati membri e riducendo l’onere amministrativo per i servizi di identità.
Perché la compliance AMLR 2027 è essenziale per le imprese dell’UE?
La compliance AMLR 2027 è l’allineamento obbligatorio con il nuovo Regolamento Antiriciclaggio dell’UE, che sostituisce le frammentate leggi nazionali con un “Single Rulebook” unificato. Efficace dal 10 luglio 2027, standardizza la Customer Due Diligence (CDD) e la trasparenza della titolarità effettiva, richiedendo alle aziende di adottare la verifica dell’identità digitale ad alta affidabilità e standard di sicurezza biometrici attraverso tutti i confini europei.
Per aziende come Veridas, questa armonizzazione è una pietra miliare. In precedenza, i fornitori di KYC dovevano affrontare ostacoli significativi a causa dei diversi requisiti nazionali. Il nuovo quadro semplifica l’acquisizione di servizi di identità, consentendo alle aziende di scalare un’unica strategia conforme senza adattamenti locali.
Le entità devono prepararsi a un ambiente di supervisione più rigoroso guidato dalla nuova Autorità Antiriciclaggio (AMLA). Sebbene il regolamento sia direttamente applicabile nel 2027, i club di calcio professionistici e gli agenti hanno una scadenza estesa fino al 10 luglio 2029 per soddisfare questi stringenti requisiti.
Quali sono i nuovi requisiti tecnici per la Customer Due Diligence?
I requisiti tecnici per la Customer Due Diligence (CDD) ai sensi dell’AMLR 2027 impongono la verifica di specifici punti dati per tutte le persone fisiche, inclusi nome, nazionalità e indirizzo. Inoltre, l’Articolo 22.3 introduce un mandato specifico per gli istituti di credito affinché verifichino le identità collegate a qualsiasi IBAN virtuale emesso per garantire la piena tracciabilità.
Ai sensi dell’Articolo 22.1, il processo di identificazione diventa significativamente più tecnico. Le organizzazioni devono garantire che i dati acquisiti non siano solo accurati, ma anche verificabili rispetto a fonti autorevoli. Questo cambiamento si allontana dai semplici controlli documentali verso una verifica più olistica dell’identità e della residenza dell’individuo.
Il regolamento sottolinea anche una supervisione avanzata. I supervisori eseguiranno ora controlli più approfonditi sull’alta dirigenza e sui titolari effettivi. Ciò significa che le strategie di identità interne devono essere abbastanza robuste da resistere ad audit di alto livello e al monitoraggio continuo dell’AMLA.
In che modo l’approccio eIDAS-First influisce sull’onboarding remoto?
L’approccio eIDAS-First dà priorità alle identità elettroniche con livelli di garanzia “Sostanziale” o “Elevato” per la verifica dei clienti. Laddove questi non siano disponibili, l’Articolo 7 (RTS) consente soluzioni di onboarding remoto a condizione che includano il rilevamento della vivacità (liveness detection) in tempo reale, l’acquisizione di dati di alta qualità e copie sicure e con marcatura temporale del processo di verifica per scopi di audit “ex-post”.
Questa gerarchia pone un chiaro accento sull’identificazione elettronica sicura, compresi i prossimi EUDI Wallet. Dando priorità ai metodi conformi a eIDAS, l’UE mira a creare uno standard di verifica “Tier 1” che sia virtualmente a prova di manomissione e istantaneamente riconoscibile in tutti gli Stati membri.
Per le aziende, ciò significa investire in soluzioni remote “Tier 2” che imitino la sicurezza della presenza fisica. Queste soluzioni devono essere in grado di rilevare frodi sofisticate, come i deepfake, garantendo al contempo che i dati rimangano accessibili per cinque anni per soddisfare i requisiti di conservazione dei registri del nuovo regolamento.
Le aziende possono esternalizzare la verifica dell’identità ai sensi dell’Articolo 18.1?
Sì, l’Articolo 18.1 dell’AMLR fornisce il “via libera” legale alle aziende per esternalizzare i compiti KYC a fornitori esperti di terze parti. Sebbene l’entità obbligata rimanga responsabile della conformità, può sfruttare la tecnologia automatizzata di fornitori come Veridas per gestire la verifica dell’identità, gli aggiornamenti annuali ad alto rischio e i controlli sui titolari effettivi.
Fondamentalmente, l’Articolo 18.1 consente l’integrazione dell’innovazione nel flusso di lavoro della conformità. Ciò significa che le organizzazioni possono automatizzare gli aspetti più esigenti della legge, come gli aggiornamenti quinquennali richiesti per tutti i clienti ai sensi dell’Articolo 26.2, o gli specifici requisiti di accesso dei beneficiari dell’AMLD6.
Sfruttare la tecnologia biometrica rimane lo strumento più efficace per raggiungere questa conformità. Veridas offre motori di biometria facciale e vocale costruiti per soddisfare gli standard di “riconoscimento inequivocabile”. Poiché il regolamento richiede una posizione proattiva contro le identità sintetiche, Veridas include tecnologie di scudo avanzate che rilevano gli attacchi in tempo reale.
Perché scegliere il giusto partner KYC è più critico che mai?
La standardizzazione della compliance AMLR 2027 potrebbe portare alcuni a credere che qualsiasi processo KYC sia valido oltre i confini nazionali, ma questa è una conclusione pericolosa. Quando la regolamentazione si fa seria, è essenziale concentrarsi su fornitori che non solo rispettino la legge, ma che si adattino istantaneamente alle frodi di identità generate dall’IA e consolidino altri mandati chiave come DORA, NIS2, eIDAS2 e CCD2 in un’unica strategia.
Una sfumatura critica della transizione al 2027 è che, mentre gli standard sono unificati a livello UE, gli Stati membri continueranno a mantenere le proprie rigorose normative nazionali sulla protezione e il riciclaggio di denaro. Autorità come il SEPBLAC in Spagna o il BaFin in Germania manterranno i loro specifici ruoli di supervisione, il che significa che la vostra strategia di identità deve essere sufficientemente flessibile da rispettare le culture di vigilanza locali pur soddisfacendo la nuova base del Single Rulebook.
Non tutti i fornitori sono attrezzati per questa era a doppio livello. Affidarsi a proprietari di tecnologia esperti in frodi bancarie e in possesso di certificazioni “gold-standard” — come iBeta Livello 1 e 2 e NIST — è l’unico percorso affidabile. Fidarsi di un esperto certificato come Veridas garantisce che la vostra infrastruttura di identità non sia solo una soluzione “check-the-box”, ma un vantaggio competitivo che rimane robusto contro le minacce di identità sintetica e la vigilanza locale dell’UE.
Domande Frequenti (FAQ)
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- Quando entra in vigore l’AMLR? Il regolamento è direttamente applicabile a partire dal 10 luglio 2027, sebbene il settore del calcio abbia tempo fino al 2029.
- È consentita l’esternalizzazione della verifica dell’identità? Sì, l’Articolo 18.1 permette espressamente l’esternalizzazione, a condizione che il supervisore sia informato e l’entità rimanga responsabile.
- Cos’è la regola dei “60 giorni”? Ai sensi dell’Articolo 33, la verifica dell’identità può essere differita fino a 60 giorni per rapporti d’affari a basso rischio.


